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Nome: Serena
...aveva dietro di sè una strada lunga diecimila kilometri...e davanti a sè il nulla...improvvisamente, vide ciò che pensava, ancorchè INVISIBILE sino ad allora, essere VIVIBILE...e cominciò a viverlo.
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La nostra politica
Questo sito: www.dimmichiseitidirochivotare.it ci consente di conoscere, attraverso un grafico, la nostra posizione circa i partiti politici italiani, dopo aver risposto ad una serie di domande su svariati argomenti.
Ecco il mio di grafico che è davvero la sintesi della mia posizione:

ed ecco come la penso io:
…”Il nostro ordine politico non si modella sulle costituzioni straniere. Siamo noi d’esempio ad altri, piuttosto che imitatori. E il nome che gli conviene è democrazia, governo nel pugno non di pochi, ma della cerchia più ampia di cittadini: vige anzi per tutti, da una parte, di fronte alle leggi, l’assoluta equità di diritti nelle vicende dell’esistenza privata; ma dall’altra si costituisce una scala di valori fondata sulla stima che ciascuno sa suscitarsi intorno, per cui, eccellendo in un determinato campo, può conseguire un incarico pubblico, in virtù delle sue capacità reali, più che nell’appartenenza a questa o a quella fazione politica. Di contro, se si considera il caso di un cittadino povero, ma capace di operare un ufficio utile allo Stato, non gli sarà d’impedimento la modestia della sua condizione. Nella nostra città, non solo le relazioni pubbliche s’intessono in libertà e scioltezza, ma anche riguardo a quel clima di guardinga, ombrosa diffidenza che di solito impronta i comuni e quotidiani rapporti, non si va in collera con il vicino, se fa un gesto un po’ a suo talento, e non lo si annoia con visi duri, sguardi lividi, che senza voler esser un castigo, riescono pur sempre molesti. La tollerante urbanità che ispira i contatti tra persona e persona diviene, nella sfera della vita pubblica, condotta di rigorosa aderenza alle norme civili dettata da un profondo, devoto rispetto: seguiamo le autorità di volta in volta al governo, ma principalmente le leggi e più tra esse quante tutelano le vittime dell’ingiustizia e quelle che, sebbene non scritte, sanciscono per chi le oltraggia un’indiscutibile condanna: il disonore.” (La Guerra del Peloponneso - Libro II Tucidide).
Incomunicabilità
...comunicazione distorta, spezzata, deviata, rifiutata. Assente. Disperatamente. Chiusure, barriere, cerniere sulle labbra. Aghi e fili di rammarico puro che cuciono le emozioni e ne fanno brandelli. Urla nel fitto silenzio corvino di quella città che non è del sud. Richieste, dinieghi, indisposizioni mentali? Grotte muschiate d'acredine fuso. Attese inevase, muti scritti autoimposti. Retroflessioni acrobatiche nei vicoli delle memorie scadute. DOVE SEI? Niente. Nulla. Nessuno. E si respira il fumo della delusione, dell'estasi bloccata, della passione paralizzata.
E intanto la vita sfuma come l’aria.
E l’amore? COSA E’ STATO DI QUELL’AMORE? ERA AMORE?
Ragnatela, non stoffa damascata. Ragnatela. E come mosca ci sei caduta. Attendevi…fuori di te, il sogno incompiuto, sfinito dai pensieri dorati, finemente costruiti sulle macerie di quello che era stato. Palafitte sulle macerie del pianto. E sognavi, sognavi. E continuavi ad ad aspettare e ad aspettarti.
Intanto... lui tesseva senza di te. Perché così è!
(Io e Rosalba Sgroia)
grazie al suo splendido pensiero...http://www.neroassenso.splinder.com
tuttavia, tenere l'infinito nel respiro dopo un tuo "va bene, domani" e l'eternità in ore, ore, quelle che mi hai concesso per poterti parlare...(Io e Blake)
...per intima costanza...
...se per amor mio, dunque, tu ricevi il mio amore, non posso biasimarti per l'uso che fai dell'amor mio...eppure, amore sa che è ben maggiore dolore subir torto d'amore che non dell'odio lo scontato insulto...
...concedimi sol questo amoroso pensiero, non uccidermi col tuo dispetto, di meritare ciò non penso...guarda ancora domani e non uccidere lo spirito d'amore con perpetua gravezza...questo triste mio intervallo chiamalo inverno, tanto grave d'affanni da render benvenuta la primavera, più bramata e preziosa...
...questo lamento stesso mi rammenta che innanzi è la tristezza e addietro è rimasta la gioia poichè, a nessuno sei uguale, nè alcuno è pari a te per intima costanza, quella dei miei pensieri...
...qui a seguire le parole di un grande amico, Dreamshunter...parole che sussurrano me:
"Mi chiedo per quale motivo l’amore sia così difficile a volte.
Quando dilaga nel cuore…
Quando avverte la mancanza…
Inizia a battere la sua volontà su ogni pensiero.
Straripa come un fiume in piena e non c’è controllo che tenga.
Gli argini cadono sotto le furie dirompenti del sentimento…
Lasciando nell’aria quel senso di solitudine e sofferenza"
se mai dovessi leggermi, per favore, parlami...