Se potessi, scriverei un silenzio...

Eccomi

Utente: Serigl
Nome: Serena
...aveva dietro di sè una strada lunga diecimila kilometri...e davanti a sè il nulla...improvvisamente, vide ciò che pensava, ancorchè INVISIBILE sino ad allora, essere VIVIBILE...e cominciò a viverlo.

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martedì, 30 maggio 2006

Ma come si fa?


Cuffaro: alieno distruttivo


(Totò Cuffaro, secondo me - Immagine di www.fumettidellagleba.org)


Sono affranta, basita, ammutolita, delusa, addolorata e anche parecchio incazzata.

Postato da: Serigl a 11:42 | link | commenti (16) |
attualità

domenica, 28 maggio 2006

Che Guevara gli fa una pippa

Lui: ciao
Io: ciao
Lui: ho letto il tuo profilo
Io: e?
Lui: ti trovo carina
Io: per il profilo o per le foto?
Lui: per le foto
Io: e del profilo che mi dici?
Lui: (non risponde)
Lui: è da molto che sei su questo sito?
Io : quasi 2 anni (è scritto a caratteri cubitali sul mio profilo)
Lui: che vuoi sapere?
Io: cosa vuoi sapere tu, sei tu che mi hai cercato.
Lui: quello che mi vuoi dire, le cose che ti piacciono, per esempio
Io: mi piacciono le bici e le moto, i viaggi, i vini, gli incontri di persone nuove
Io: mi piace leggere, il cinema, il teatro, il jazz
Io: mi piace fare sport, ti basta?
Io: ma, dimmi di te, comincia da quello che non ti piace
Lui: non mi piacciono l’ingiustizia, la violenza, la disonestà
Io: davvero? A me sì.
 

Ecco. Stavolta, io non giudico. Fate vobis.

Postato da: Serigl a 16:13 | link | commenti (28) |
cose poco serie

mercoledì, 24 maggio 2006

Colori, di nuovo


Dentro me, per ora


Dentro, non è a metà!

Postato da: Serigl a 11:18 | link | commenti (33) |
bohh

lunedì, 22 maggio 2006

La mia stupidità


Mi dispiace che non immagini quanto


Ah! Perchè dovrebbe ella vivere momenti di cotanta gioia e con la sua impulsività dar lustro al privato? Così che in grazia sua l'errore s'avvantasse, adornandosi della sua compagnia? Perchè, adesso, falso sorriso dovrebbe carezzar la sua guancia, quando solo lacrime riescon a solcarle la pelle? Perchè il suo cuore dovrebbe gioire, quando solo dolore riesce a trovarvi dimora? Infatti, ella non ha altro rimorso se non quello di averlo ferito e imputa a sua colpa tal gesto: è così, è ben vero (anche se tarde son le parole) ch'ella, ancorchè tiene debolezza, eviterà di riportar parola, ond'ella, blasfema, non gli faccia torto. E, adesso, toltale la parola, miserrima ha reso lei e lacero il suo cuore, e ad ella, voltatasi contro il vetro, non resta che seguitar a volgergli il pensiero e a mirarlo, irrefrenabilmente, in codesto modo.


32 gradi questa sera e fa tanto freddo.

Postato da: Serigl a 21:33 | link | commenti (33) |
bohh

domenica, 21 maggio 2006

Così, ormai

c. bukowski_storie di ordinaria follia

Cass [...] aveva un corpo stranamente flessuoso, focoso, come di serpe, con due occhi che proprio ci dicevano. Cass era fuoco fluido in movimento. Era come uno spirito incastrato in una forma che però non riusciva a contenerlo. I capelli [...] lunghi, i capelli di seta, si muovevano ondeggiando e vorticando come il corpo volteggiava. Lo spirito o alle stelle o giú ai calcagni. Non c'era via di mezzo per Cass. C'era anche chi diceva che era pazza. Gli imbecilli lo dicevano. Gli scemi non potevano capirla. Agli uomini, in genere, Cass pareva una macchina da fottere e, quindi, non gliene fregava niente, fosse o non fosse pazza. E Cass ballava e civettava, si lasciava baciare dagli uomini, ma, qualche rara volta, quando si stava per venire al dunque, com'è come non è, Cass si eclissava, Cass aveva eluso gli uomini.
[...] l'accusavano di sprecare la sua bellezza, di non fare buon uso del cervello. Ma Cass ne aveva da vendere, di cervello e di spirito. Dipingeva, danzava, cantava, [...] e quando qualcuno era ferito, mortificato, nel corpo o nell'anima, Cass provava compassione per costui. Il suo cervello era, ecco, differente; la sua mentalità non era pratica, ecco quanto. Di solito Cass era gentile con quelli piú brutti; i cosiddetti fusti non le dicevano niente. Le facevano schifo. «Senza nerbo» diceva, «senza grinta. Arrivano, alti in sella, con quei nasi ben fatti, quelle orecchie ben disegnate. Tutta esteriorità e niente dentro». La sua indole era affine alla pazzia; aveva un temperamento che certi chiamano pazzia. [...]

C. Bukowski - Storie di ordinaria follia - Feltrinelli, 1978 1°ediz.; pag. 340

Postato da: Serigl a 13:38 | link | commenti (18) |
serena