Se potessi, scriverei un silenzio...

Eccomi

Utente: Serigl
Nome: Serena
...aveva dietro di sè una strada lunga diecimila kilometri...e davanti a sè il nulla...improvvisamente, vide ciò che pensava, ancorchè INVISIBILE sino ad allora, essere VIVIBILE...e cominciò a viverlo.

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giovedì, 29 giugno 2006

Stupido è chi stupido fa, signore


Serena scrive:

hai scritto post sul mio blog?

 XXXX scrive:

si ahahahah

Serena scrive:

cosa ti diverte per la precisione ?

 Serena scrive:

vediamo se coincide con cosa diverte me

 XXXX scrive:

la cazzata

                             (chissà se Mister X avrà il coraggio di commentare questo post )

Postato da: Serigl a 08:29 | link | commenti (30) |
cose poco serie

mercoledì, 28 giugno 2006

VIVA LA FIGA PORCO ZIO!!!!!!!!!!!!!!!!

Postato da: Serigl a 23:28 | link | commenti (11) |

For me? More than up to snuff!

Yes, I got ants in my pants (quali pants?) alla vista di quell'uscita. Balzava quasi fuori dalla cassa. I went bananas! Il pinocchetto come nella foto. Il sedere come non nella foto: alto, tondo, sodo. Il sorriso che a ridere sono più gli occhi (e cos'altro?). Nera come la immaginavo io e sulla media degli 80 (come immaginavo anche ma, per ovvi motivi). La sorpresa per me, ecchè sopresa! Le domande da inquisizione per la serie: se non è sincera adesso, non lo è più.

L'aver gettato basi in un rifugio degno di un ambiente matrix. Ed è gusto perfetto per un secondo e ultimo piano e tanto legno in cielo e in terra e double-floor (neologismo appena coniato?) che ci vuole la scala e la mansarda e gli attrezzi ginnici nel loro spazio. L'essenziale e le comodità, tutte o quasi (air-conditioning in cantina). La mia preferita? Il minicinema da megameetings with friends. I colori belli, tutti. I miei preferiti? Le rouge dei decori floreali amati dagli svizzeri. Ed è cura ed è pazienza ed è amore. E il milite verde degli abiti, del ranocchio sul plasma e degli stipetti (quello delle tende al sole no, però).

I video da destare curiosità e interesse in parecchia gente (a parte i 2 .avi su pc). Sono i 9 "Perduti" che la botola, prima o poi, si aprirà. Ed è serenità e relax e voglia e carezze e fuori dal tempo, di fronte all'arcano su schermo in sua compagnia.

L'originaria di Napoli ma, tutta piemontese, nella sua straordinaria grandezza e sottigliezza. Scipita? Sì, ma l'olio piccante c'è. Altrove, cosa ordinare? Due persone=due piatti. No. Due persone=stesso piatto. Coincidenza? Ovvio. Come quella del caffè e del fumo e di Mike Gayle dal mio blog al suo scaffale. Ed è simpatia e non noia nei “quanto costa…”, “quanto costa…”, “quanto costa…”.

Lavoro, lavoro, lavoro, the last day, e vabbene così che ogni auto sembra la sua ed è nuovamente sobbalzo. E un immenso piacere nelle macchie da asportare a quel beige più che lavabile, nei fogli da leggere (e da forare), nelle stoviglie da lavare, nelle fette da girare. Minor piacere nei messaggi da lasciare che è tempo di andare e foto da scattare ai particolari. Tra questi, un quadro: fondo blu, 12 punti neri in fila orizzontale e un'asta rossa, quasi di fuoco, in posizione verticale. Chi si distingue? L'asta rossa tra i punti neri. Anche se, i colori dovrebbero essere invertiti. ().

Ed è pensare anche a tale distinsione, in quelle 4 ore di attesa, di annunci al microfono, di bambini sui carrelli dei genitori, di turisti con trolley di ogni dimensione, di tristezza e lacrime e malinconia e mancanza, di cose che non so e che non ho chiesto per paura, di cose che so e che non ho detto per paura, che per davvero sono come le altre: fragile, debole ed emotiva, che le cose non dette vorrei lo fossero.

Che fare, adesso? Compro un libro, va. Sennò, lo steward mi vedrà con la faccia nera di mascara. Ecco.

Che dire, adesso? I wish I was there! Perchè? Per fare il gioco del mai, ovvio. Ecco.
 

Postato da: Serigl a 08:49 | link | commenti (7) |

martedì, 20 giugno 2006

In quel circuito, di nuovo


L'amico Frappo


Lui: Sai che saranno in Italia, di nuovo?
Io: Quando?
Lui: Il 17 giugno.
Io: Ci sarò.

Ingresso all'Heineken Jammin Festival

Lattina di birra gigante

Voce James Hetfield e Batteria Lars Ulrich

Primo piano James Hetfield

No
 
e sono 4 le ore di sonno prima di partire
ed è corsa che sta per partire
ed è debolezza che non c’è ombra di ombra
e sono 35 quelli della temperatura
e sono tappi e lattine che non possono entrare ma che dentro ti chiedono 4 eurI
e sono molti piccoli baci sul collo trasformati in uno lunghissimo e pieno di passione, che alla vista di quella coppia la malinconia prevarica
e sono fumi di ogni tipo e da ogni dove che la nausea aumenta
ed è fango sulla tovaglia intermediaria tra il sedere e l’asfalto
e sono rifiuti tutt’intorno
e sono occhi chiusi nella disputa tra lo stivale e la (prima?) potenza mondiale
ed è un pogare che il ritmo di quella musica incalza
ed è un imprecare che gli ubriachi sono incoscienti
e sono capelli non legati e tirati
e sono scatti digitali in movimento
e sono voli di pletto e bacchette che non ho preso ma proprio proprio (vaff…)
ed è stanchezza che gli stivali non li dovevo portare
ed è peso che lo zaino contiene troppo
ed è freddo che l’air-conditioning non si guasta quando dovrebbe
e sono critiche che se mi piace il black album non sono una vera metallara
e sono tanti 5 centesimi da lasciare a quel distributore
ed è sporcizia che da due giorni non tocco sapone e non apro l’armadio
ed è pensiero rivolto a lui che è così lontano
TOT. 22
 
Si
 
e sono punti regalati per un volo a/r gratuito (grazie Frappo!)
ed è volo di relax post premura
ed è ridere da quel signore che racconta assurdità
ed è lui, l’amico Frappo, a raccontare e far sorridere
ed è lui, l’amico Frappo, con 2 giorni senza fame (come fa? lo vorrei anch’io)
ed è scoperta di capelli lunghi, i suoi, d’un tempo che fu
e sono 10 i km a piedi che non salto il mio allenamento
ed è una Imola in subbuglio
e sono 60.000 gli appassionati presenti
ed è gente mossa dallo stesso obiettivo
ed è cielo azzurro e sole splendente
ed è un riflettere che gli adolescenti sono dippiù
e sono genitori muniti di prole intenti a catturare digitalmente ogni pezzo
ed è pane della mia terra fino alle 5.00 del mattino
ed è acqua non della mia terra da breve ristoro
ed è acqua da mani a mani e da bocca a bocca
ed è un urlare liberatorio
ed è gioia alla prima rete che, in fondo, siamo italiani
ed è un battere nel petto che vorrei fosse sempre così
ed è emozione proveniente da attesa
ed è entusiasmo per quelle 2 (canzoni) che non avevano mai fatto ma che adesso si
e sono braccia da non abbassare fino alla fine
e sono cori di un Metallica olé assordanti e all’unisono
ed è scenografia da immortalare
e sono occhi del “grande” sul maxi schermo che non può essere cattivo
ed è voce da ascoltare e non poter imitare
ed è un ripetere che la memoria aiuta
e sono assoli da sospendere il fiato
ed è inedito da fare silenzio
ed è magia durata per ore
e sono foto (tante) e video (pochi) che il pc attende
ed è coperta che sconfigge l’umidità
ed è un aspettare da riscontro positivo nella presenza speciale di quei vagoni
ed è complimento del 40enne milanese che prova e si arrende
e sono 35 i km di Kino per un brevissimo incontro e saluto
e sono scambi col metallaro amico G. da quel di Verona
e sono atterraggi da maestri
ed è pensiero rivolto a lui che sarà davanti al pc
TOT. 38
 
ed è tutto che rifarei a prescindere dalle somme.

(p.s. a scanso di equivoci: i baci non sono miei ma, della coppia che osservavo)

Postato da: Serigl a 00:03 | link | commenti (28) |
musica, amicizia

mercoledì, 14 giugno 2006

Finalmente!


Arrivaaaa


E' maschio!

Postato da: Serigl a 07:52 | link | commenti (39) |
nipotino