Strane?
Pioggiainfaccia mi ha nominato. Chi mi legge da tempo sa che non amo le catene, ma ho deciso di rispondere, considerando la simpatia dell’invito. (Pensare che avevo già da tempo appuntato quanto scrivo adesso).
Più che abitudini, ho delle manie di precisione e giusto alcune procedure che mi guidano nei momenti di energia totale (tutto il dì).
Regolamento:
il primo giocatore di questo gioco inizia il suo messaggio con il titolo “Cinque tue strane abitudini”, e le persone che vengono invitate a scrivere un messaggio sul loro blog a proposito delle loro strane abitudini devono anche indicare chiaramente questo regolamento. Alla fine dovrete scegliere 5 nuove persone da indicare e linkare il loro blog o web journal. Non dimenticate di lasciare un commento nel loro blog o journal che dice “Sei stato scelto” (se accettano commenti) e ditegli di leggere il vostro.
1) Audio/Video/Pesi in the morning:
La mattina ho una procedura di acquisizione di informazioni ben precisa.
- Mi sveglio con un allarme da radiosveglia. Ok, non sempre è il massimo, ma ha il pregio di alimentare la mia fretta, visto che è appositamente posizionata a 2 metri dal mio letto e priva di telecomando, il che mi da la carica e mi tira fuori dalle coperte in mezzo secondo per correre ad arrestarla e non sentire più questo simpatico e incalzante tu-tu-tu-tu-tu (che sarà uno dei principali fautori della mia schizofrenia senile).
- Una volta alzata, mi reco in cucina, apro il frigo e prendo il mio yogurt preferito, il Muller bianco.
- Una volta preso e aperto, mi siedo al pc (ebbene sì, è come leggermi il giornale), e mi leggo: le email, i feed RSS dei vari blog che seguo (tutti quelli dei miei link e gli aggiunti come “amici”) e i commenti sul mio blog, poi passo a repubblica.it, mentre termino il mio yogurt. A questo punto, lancio il Media Player e comincio la mia ora di ginnastica comprensiva di sollevamento pesi.
2) Meglio tardi che mai:
Io non sono mai puntuale. Una volta lo ero, puntualissima. Da molti anni non lo sono più. Sono sempre in ritardo. Se dico alle 22, prima delle 22.15 non mi si vede. Semmai, in casi eccezionali, sono in anticipo.
In un solo ed unico caso sono puntuale, puntualissima. Se devo partire in aereo, son capace di arricamparmi all’aeroporto due ore prima della partenza.
Fare le cose sotto pressione mi piace. Le faccio meglio. Ma soprattutto le faccio.
Essere in ritardo mi da un senso di missione impossibile, di cosa quasi inarrivabile, di sfida. E’ più forte di me. Anche quando posso iniziare una cosa in orario o uscire in orario, la tiro fino all’ultimo secondo. Per questo la mia radiosveglia va avanti di un numero imprecisato di minuti. Forse 10. L’ho sempre regolata a caso e faccio di tutto per non capire di quanti minuti è avanti, se no il gioco svanisce.
3) Io me stessa medesima:
Tutti i libri che ho letto sono firmati da me. Nella prima pagina interna dove, di solito, c’è il titolo del libro.
4) Chi conserva, trova:
Io non butto via mai quasi nulla.
Conservo tutti i biglietti amorosi accumulati negli anni, gli scontrini che possono essere stati significativi per qualcosa, i biglietti del cinema e dei concerti che mi ricordano qualcosa in particolare , la carta dei regali che mi sono stati fatti (dalle persone più importanti per me), quintali di oggetti inutili che accumulano polvere, diari di tutta la mia carriera scolastica.
Ho un considerevole archivio di musica, tra mp3 e brani di cd.
Ma soprattutto ho un gigantesco archivio informatico. Ho tutte le email inviate e ricevute nella mia vita alle e dalle persone che mi han lasciato qualcosa, allegati compresi. Ho tutti i file che ho creato, testi, immagini, suoni, video. Ho il log delle chat a cui tengo di più, da msn, a splinder, ad altre chat come quelle di meetic.
Ho un'infinità di post-it sparsi ovunque e su cui appunto i miei pensieri che rimarranno tali o si tramuteranno in scritti più estesi (mai che mi decida ad avere un diario dedicato, forse, perché non avrei più gusto nel trovarmeli subito lì, a portata di mano).
5) Let the music play:
Non riesco a far quasi nulla se non accompagnata dalla musica. La mattina, la mia ginnastica ha un sottofondo musicale di tutto rispetto. Appena salita in auto, la prima cosa che faccio è accendere il lettore mp3. In ufficio, sto quasi sempre con le casse a volume moderato. A casa, ogni volta che il mio pc è in funzione, la musica non lo abbandona. La sera, a letto, prima che diventi incosciente, mentre leggo il mio libro, le orecchie mi supplicano di liberarle da quelle due occlusioni in plastica e emettenti cosa? Musica!
Per continuare questo gioco, nomino:
Ore 14:49 - 3, 870 Kg
E' nato!



(Chissà chi avrà interamente cucito la sua prima borsa
)
Solo

In noi erano mari e solcavano navi, intime risonanze. Si inarcavano tramonti, sovrapponendo un orizzonte all'altro. Creste di spighe orlavano il mio viso con asprezze di foglie e in me tu proseguivi come un soffio d'autunno in mezzo agli alberi. Furono paesaggi accumulati i nostri scambi. Sempre. E, d'improvviso, erano vie straniere le tue parole e la bocca manteneva il segreto dei linguaggi. E, in un chiaroscuro di museo, il passato riaccendeva in noi colori spenti. Forse, un sole cadente ha scalpellato la presenza nostra sul ciglio d'un angolo virtuale e un brivido di foglie ha provocato il nostro incontro e un rosso assurdo che lacera il silenzio ha sigillato questo possesso incauto, il nostro plastico passare.
Sarà che ho letto Il Silenzio di Francesco Biamonti. Sarà che ti ho sognato ancora una volta, questa notte, dopo tutta questa assenza.
Sono solo pensieri. Miei. Conosco della verità solo l'umido nella carne ed alla schiena un brivido di freddo. Sono solo illusioni. Mie. Tutto qui, nella gola, mi avvicina l'immagine che ingoia tutto, perfino l'ossa della fuga. E in me che non riesco ad aiutare. E nel tuo male che, nei miei occhi, una lacrima mi incendia.