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Nome: Serena
...aveva dietro di sè una strada lunga diecimila kilometri...e davanti a sè il nulla...improvvisamente, vide ciò che pensava, ancorchè INVISIBILE sino ad allora, essere VIVIBILE...e cominciò a viverlo.
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amicizia
amore
attualitÃ
bohh
cinema
cose poco serie
formula 1
moto gp
musica
my bike
nipotino
non dissuadermi mai
serena
visitato *loading* volte
This is...
what I will.

Con l'aggiunta di un'ape, dopo.
(Mi sono svegliata così, con il cuscino fradicio di lacrime. A piangere forte. Mentre a nessuno importava che ero lì.)
Will I strong enough? Sotto casa, il suono di una fisarmonica.
(foto by Utopic)
Venticinque

- Ordini + Festa compleanno Boss
- Nuvole + Sole
- Pochi + 150
- Maniche + Top succinto
- Tacchi + Scarpe da ginnastica
- TV + Leoluca Orlando in persona
- Gas + Brace
- Tavolo + Ginocchia
- Coltello + Mano destra
- Forchetta + Mano sinistra
- Pesce + Carne di maiale, carne argentina, carne di vitello, spiedino, salsiccia, costoletta di agnello
- Insalata + Radicchio, zucchine, melanzane, funghi
- 1 Piatto + 3 Piatti
- Acqua + Vino rosso
- Ginnastica + Calcetto balilla
- Lavoro + Sbraco
- Stress + Relax
= flop!
(Vediamo chi indovina a cosa si riferisce questo suono onomatopeico) 
Things
Può aderire alla vita, una culotte. Può aderire alla vita intimamente come la più crudele carezza o come un nome e sapere di noi più della confessione più profonda. Una matita è sempre un sesto dito e sa di intimità, come la lingua una sigaretta. Le nostre cose ci vedono, ci odorano e conoscono, ci amano e ci sopportano pazientemente così come siamo nel nostro triste io di carne ed ossa. Non sono proprio noi, ma di noi sono piene fino all'orlo. Quasi traboccano a contenerci. Sono di noi un lato indefinito, altre voci e altri sguardi pure nostri, che con la nostra nuda presenza restano commosse, contemplano, comprendono e sanno stare mute.
La mia morte sono le cose. E non poterle trattenere. E perderle. La materia che esiste e che resiste alla mia sorte, come le stelle.
La mia morte è il mattino che si estende chiarissimo. Senza timori. Spavaldo. Come questo sentimento. Questa cosa fatta di disperanze come un richiamo privo di udito.
La mia morte è pure questa voce per cui la gola ansima senza rivelare. Contenuta negli occhi che una lacrima mi incendia.
La mia morte è soprattutto questa volontà di piangere e di andare piangendo con la sola domanda che non avrà risposta: sino a quando?
Tondo (ma non sodo)
Non ne ho mai buttati di libri in vita mia. Ho ancora il mio libro dei primi passi. Con l'impronta del mio piede neonato. Li venero. Tengo pile e pile (non pila e pila) di libri. Mi piace aprire un libro nuovo o vecchio che sia ed annusare le pagine. Sono capace di trascorrere giornate intere in una libreria. Mi piace maneggiarli, sentire il tipo di carta sotto i polpastrelli. Tenere il testo in mano. Ho tutti i libri firmati da me nella prima pagina, quella dopo la copertina. Mi do talmente da fare con i libri che quasi non mi resta il tempo per leggerli. Ieri sera leggevo, esiusciual. E pensavo: O. La madre delle vocali. Non foss'altro che per l'aspetto. Panciuto. Simbolo di sole, simbolo di Dio. Senza inizio, né fine. Probabilmente, tra i fenici era un pittogramma del sole.
Mi piacerebbe scrivere in una di quelle lingue arcaiche tipo il bergamasco che usano quasi solo le vocali (che sono più serie). Non c'è cazzi. Avrà di sicuro a che fare con il clima. Le consonanti sono più ariose, più adatte ad una lingua da deserto. Eppure, un testo scritto solo di vocali sarebbe illegibile, ma in un testo solo di consonanti le vocali possono essere presunte. Per esempio, fncl si capisce benissimo, no? Ouo non si capisce affatto. Tra l'altro, c'è chi odia il sans serif. Quelle lettere denudate, ridotte a quelle impalcature puntute. Terribile, dicono. Manca l'amabilità. Sarà per quello che lo uso?
Sono piena di pregiudizi. No, nenti (che, oltre al blogger, è "No, non è nulla" in siciliano). E' che ho finito di lavorare e avrei voglia di scrivere sulla sabbia nella lingua dei granelli, con una O che mi riscaldi.
Forse, è giunto il momento di start-spegni, ché il sedile mi attende.
Identikit dell'uomo sbagliato per Serena
Peso: non specificato
Altezza: meno di 1,70
Lunghezza dei capelli: calvo, rasati
Il suo aspetto più interessante: gli occhi
Stile: raffinato
Lingue parlate: italiano
Livello di studi: diploma di scuola media inferiore
Professione: barbiere, parrucchiere
Religione: buddista
Età: meno di 28 anni
Vive: con i genitori
Fuma: sì, regolarmente
Sport praticato: nessuno
Cucina preferita: giapponese, indiana
Svago preferito: discoteca
Strumenti musicali suonati: nessuno
Come considera il sesso: poco importante
Interessi: abbigliamento
Gusti musicali: techno, latinoamericano, house, un pò di tutto
Film preferiti: orrore, musical, d'azione
Descrizione: dicono che sono molto simpatico e carino. Conosciamoci, non te ne pentirai! E' bello vivere!