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Nome: Serena
...aveva dietro di sè una strada lunga diecimila kilometri...e davanti a sè il nulla...improvvisamente, vide ciò che pensava, ancorchè INVISIBILE sino ad allora, essere VIVIBILE...e cominciò a viverlo.
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Fa parte di me...
non il tetris, ovvio. Questo gioco, però, rappresenta nel disegno una delle cose che faccio quotidianamente. Vediamo chi indovina di cosa si tratta e, soprattutto, perchè il tetris la rappresenta così bene.
Il premio per chi indovina? Lo scoprirete solo indovinando. 

Quando il gioco si fa duro...

E non ditemi che non c'azzecca nulla.
Titoli di coda
Vitalizzata sempre dalla tua ambivalenza. Qualunque predilezione femminea hai tenuto, sei rimasto lì per gustare conflitti. Pieno di manierismi, nonostante la tua serietà, hai saputo bloccare vapore di respiro dalla pentola simultanea del mio petto. Un teatro, questo sei stato. Un arco che si è allargato su di me, demolendo le mie sicurezze. Hai ammorbidito le pareti della mia ironia con le tue scalinate di sorrisi. L'eccesso di umorismo, la tua unica indulgenza. Hai sparpagliato sentimenti d'affetto e sfoderato dubbi. Hai sfavillato nastri di giudizi su me, e arginato torrenti di complimenti. Ma una sola parola è troneggiata sull'insegna del noi, la parola mai. Quel fottutissimo compare del poi che ti frega, ti illude, ti fa inseguire il suo aquilone fino a stramazzarti. Hai piegato la mia volontà come il bordo di uno schermo concavo che si adegua al fotogramma di un vecchio film. E dalla cabina di proiezione della mia fiducia è partita l'immagine, rattoppata e chiazzata, di me che fisso lo schermo nell'attesa di un solo cenno. Hai sollevato e sostenuto contraddizioni di tesi per questo, e ho baluginato nel buio alla ricerca di un perché, quello stesso perché che tu non hai mai domandato.
The end.
Ma, per caso...
qualcuno di voi ha mai cercato di contattarmi in chat su splinder? No, perché io tipicme non l'ho mai usato, eh.