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Nome: Serena
...aveva dietro di sè una strada lunga diecimila kilometri...e davanti a sè il nulla...improvvisamente, vide ciò che pensava, ancorchè INVISIBILE sino ad allora, essere VIVIBILE...e cominciò a viverlo.
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Questione di scarpe
Quando hai molto da fare, scopri di aver capitalizzato tutte quelle ore passate a fancazzo sul divano guardando il soffitto. Se hai un buon gruzzolo di tempi morti alle spalle, scopri che hai dei talenti in più. Per esempio l'arte di essere pienamente consapevoli e integri nei momenti fondamentali. Avendo eliminato sul divano molti fattori di repressione, autocensura, colpa, calimerità. Io sul divano verde ho sprecato ore di creatività, anima, gioco, magia. Ho anche un'amaca verde, ma è un posto che mi serve solo per dormire, troppo uterino. Sul letto ci lavoro, quindi è escluso il rilassamento. Sul divano il corpo e la mente si coordinano senza forzature, e non è una ricerca, è un'esperienza concreta di libertà, la bellezza e la verità che vengono dalla consapevolezza del tranquillo benessere delle dita dei piedi.
In realtà, però, volevo parlare di altro: una sporca, subdola mossa. Mi vergogno un po', ma ormai è fatta. Mi ha chiamato un concorrente per un progetto. E sono stata talmente brava (qui intorno dicono mignotta, ma è tutta invidia) che mi sono fatta dire quanti soldi chiederanno. (Magari mi ha detto una balla, però). Durante tutta la telefonata ho pensato "dimmi quanto, dimmi quanto" e a un certo punto l'ha detto. Non è stata mignotteria, è stata una nuova forma di teleipnosi che sto provando in questi giorni. Se qualcuno vuol provare, mi chiami.
Questo piatto piange?
Ho la giornata qui, tra le mie dita, e ho paura di romperla quando la poso sulla tastiera. E' a forma di zuppiera di quelle col piedino, coperchio a chiappa di cherubino. E quando lo alzi, niente brodino. Se mai ci sia qualcosa di più viscido di una carbonara, più rassicurante delle lasagne, più totalitario delle bistecche alla fiorentina, più fintosemplice degli spaghetti con la pummarola, più definitivo di un timballo con polpettine, melanzane e ricotta, eccola, è qui. Devo ringraziare lo sceneggiatore della mia vita, Tom Robbins, per averci pensato.
(Ho appena finito la cena).
E leggo, quando posso. Anche i blog. Perchè il piacere che più si avvicina a scrivere un proprio blog è leggere il blog di qualcun altro. Se siamo fortunati, non importa se scrittori o lettori, finiremo l'ultimo paio di righe di un racconto e ce ne resteremo seduti un momento o due in silenzio. Idealmente, ci metteremo a riflettere su quello che abbiamo appena scritto o letto; magari il nostro cuore o la nostra mente avranno fatto un piccolo passo in avanti rispetto a dove erano prima. La temperatura del nostro corpo sarà salita, o scesa, di un grado. Poi, dopo aver ripreso a respirare regolarmente, ci ricomporremo, non importa se scrittori o lettori, ci alzeremo e, "creature di sangue caldo e nervi", come dice un personaggio di Cechov, passeremo alla nostra prossima occupazione: la vita. Sempre la vita.
Postato da Raymond Carver.
My Zahir's name.
A Roma, lungo la via Appia, si trova la chiesa del "Domine Quo Vadis", chiesa definita da Giovanni Paolo II di fondamentale importanza per la storia di Roma e della chiesa.
Di fondamentale importanza si possono definire gli avvenimenti di questi ultimi mesi per la sottoscritta. Ecco l'assenza dal blog. Quando la vita ti trascina in un vortice di euforia non puoi fare altro che stare lì ad aspettare e a vivere le tue attese.
