Se potessi, scriverei un silenzio...

Eccomi

Utente: Serigl
Nome: Serena
...aveva dietro di sè una strada lunga diecimila kilometri...e davanti a sè il nulla...improvvisamente, vide ciò che pensava, ancorchè INVISIBILE sino ad allora, essere VIVIBILE...e cominciò a viverlo.

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lunedì, 03 luglio 2006

Con lei, sempre


Parco della Favorita


Sentiero nel Parco


My MTB


E, alla fine, prenderla tutta, nella sua totalità, nella sua forza, nella sua istantaneità. E l’ho presa, così, la mia voglia di andare, di correre, di sentire il vento parlarmi e la strada farsi unica compagna.
Anzi, no. Non l’unica. La prima? Lei, la mia MTB. Siamo una vecchia coppia. Insieme, nella tarda primavera di quest'anno, abbiamo ripreso la nostra avventura.
Poche ore a disposizione e una scalpitante voglia di partire. Tirarla a lucido, come sempre. Fare bella solo lei che me, non mene frega un accidente. Prive di colazione, il via alla partenza.
Volevo vederlo quel mondo, frusciante di biciclette dall'alba al tramonto. Volevo rivederlo, stamani. E ripensare ai film di Fellini, che ci sono sempre biciclette ad accompagnare la gente della sua Rimini. E ripensare alla gioia che ti accompagna ma che, poi, ti abbandona.
Ho chilometri e chilometri nelle gambe ma, la mia corsa inizia con una vera performance da dilettante. Quì, nei dintorni della mia città. Avevo un elenco di borgate e paesi da visitare: Capogallo, Sferracavallo, Villagrazia, Carini. O, dall’altra parte, Villabate, Casteldaccia, Bagheria, Termini Imerese. Non avevo avuto il tempo, però, per studiarmi i percorsi. Che i circuiti per ciclisti, quì, non sono uno diverso dall'altro, per ogni livello di allenamento, tutti ad anello. Nulla di idoneo ad escursioni in totale libertà. Solo una bicicletta e tanta voglia di pedalare.
E impiegare pochissimo a raggiungere la campagna dalla città. E ritrovarmi a costeggiare il parco della Favorita. L'odore di zagara e il profumo della terra umida al primo mattino si mescolano in una penetrante quanto insolita fragranza dell'aria. A perdita d'occhio e poco distanti le pareti frastagliate del monte, interrotte di tanto in tanto dai profili svettanti di casolari. Pochi, dicono, lasciati dalla storia e disseminati qua e là come semi lasciati cadere dal gesto ampio di un contadino.
E continuare e osservare tutt’intorno e vedere, d’improvviso, altra anima che me, sperduta in questi sentieri. Un vecchio, ciclista, che senza tradire alcuno sforzo, mi sorpassa lungo una delle tante salite del mio tragitto. E ritrovarlo poco avanti, a bere ad una fonte sulla strada bianca. Sembra abituato alla fatica e al sole bruciante, che sono già le 9.30 di un luglio appena iniziato. E fermarmi e trovare ristoro in mezzo a quello scintillare d’acqua. Due chiacchiere per scoprire che la sua è stata una vita su due ruote. E racconti di contadini e pescatori, del maestro, della scuola e del prete a cui volavano le sottane quando passava attraverso la piazza e tutti i ragazzini lo rincorrevano. E figurarmi di paesi interi che si spostavano silenziosi sulle loro biciclette.
E ripartire che è voglia di arrivare. La campagna è ancora dolce, non saprei definirla altrimenti. Curva dopo curva, aldilà di un susseguirsi di dossi, accoglie in un abbraccio, caldo di sole e denso di profumi. Lo sguardo comincia a rotolare lungo i declivi più morbidi per fermarsi sull’enorme distesa bianca, che, poi, tanto bianca non è che non siamo ai tropici. Filare dopo filare, la catena rallenta il suo rumore, che è già spiaggia e mare. E già fermarsi e i pensieri sull’amore arrestare, che è già ora di ritornare.
 

“L'amore, quando ci si mette, sa essere davvero bastardo”. E, adesso, trovatemi la citazione.

Postato da: Serigl a 01:08 | link | commenti (32) |
amore, my bike